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Venezuela: l’attacco inaspettato

di L’ARALDO

Lunedì scorso 4 Maggio, sulle coste venezuelane, vicino ai confini con la Colombia, quasi una ventina di mercenari vengono accolti dall’esercito venezuelano, assistito da alcuni pescatori a colpi di fucili.

Nello scontro, tra i mercenari 8 rimangono uccisi e altri 13 vengono imprigionati dall’esercito venezuelano(secondo le dichiarazioni del governo di Caracas). Importante anche far noto, che tra i catturati vi sono due cittadini americani, che sembrano esser lavorare per una società di nome Silvercorp, fondata da un veterano USA, che secondo alcune fonti, era specializzato in operazioni militari ad alto rischio.

Ma più critico, il video giunto dal governo di Caracas di uno dei americani catturati, che ammette(probabilmnte sotto minaccia) l’intenzione dell’operazione e il collegamento con la società Silvercorp e altre informazioni riguardo l’attacco, rendendo così le accuse da parte del governo di Caracas imminenti. Infatti si pensa, che questi mercenari siano stati inviati da Juan Guaidò (capo dell’opposizione in Venezuela), in cambio di una cifra di 15 milioni di dollari, messi sulla testa del presidente venezuelano Nicolas Maduro.

Quindi il piano sostanzialmente era: una volta giunti dalla Colombia, di sbarcare sulle coste caraibiche in Venezuela, arrivare fino a Caracas e lì poi rapire il presidente Nicolas Maduro e portarlo fino agli Stati Uniti.

Gli Stati Uniti a riguardo, hanno smentito ogni rapporto “diretto”(parola usata da loro) con il tentato rapimento del presidente venezuelano Nicolas Maduro, nonostante molti dati evidenzino come minimo, una conoscenza americana dell’attentato e della sua progettazione. Da parte sua, anche il capo dell’opposizione venezuelana Juan Guaidò ha totalmente negato ogni relazione con i mercenari e qualsiasi tentativo di rapimento del presidente, anche se c’è da dire che nemmeno lui è sembrato granchè convincente, visti i molti dati che indicano un suo coinvolgimeto attivo nell’attacco.

Mosca da parte sua, ha definito gli USA come “non convincenti”, indicando implicitamente la presenza di un rapporto tra gli USA e i mandanti di questo attacco contro il presidente venezuelano. Anche la posizione cinese non sembra molto diversa, infatti una simile presa di posizione al fianco del Venezuela viene così anche presa da parte del dragone cinese.

Intanto la posizione europea sembra non essersi ancora fatta vedere, cosa anche abbastanza comprensibile, visto l’impegno dedicato nella crisi COVID19, che sta ormai consumando ciò che rimaneva di un’Europa(UE) ormai fragile.

Tornando al centro della questione, il governo venezuelano sembra non aver ancora dato risposte serie e molto differenti da quelle date in passato, anche se secondo molti esperti, questo silenzio non durerà a lungo, sia nei confronti americani, che in quelli del capo dell’opposizione Juan Guaidò, quale sicurezza sarà probabilmente sotto una minaccia e pericolo più grandi del solito.

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