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Questione Governo: Presidente del Consiglio – Chi è Giuseppe Conte?

Buongiorno a tutti, finalmente l’Italia ha un Presidente del Consiglio. Ci sono voluti più di 80 giorni, quasi tre mesi, ma alla fine Mattarella si è deciso a conferire l’incarico al giurista Giuseppe Conte, che ha accettato con riserva.

Ma chi è costui? Come ha fatto ad entrare nelle grazie di Di Maio e Salvini? Non è uno di quei nomi che provocano un eco assurdo nelle orecchie dei più interessati alla politica. Forse perché di politico ha ben poco, infatti nel suo curriculum figura soltanto una poltrona di membro laico al Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa e nient’altro.

Quindi, chi è Giuseppe Conte?

I media tuttalpiù lo ricordano, o meglio lo criticano, per la vicenda del curriculum gonfiato (vicenda peraltro smentita dalla Associazione Civilisti italiani con un comunicato del 23 maggio) e per il fatto di essere candidato al Ministero della Pubblica Amministrazione con il Movimento Cinque Stelle alle elezioni politiche del 4 Marzo. Niente di più, questa è la “carriera sotto i riflettori” del nuovo Premier.

Il resto invece è tra i banchi di scuola. Infatti l’avv. civilista Giuseppe Conte è un docente di diritto privato presso l’Università di Firenze e presso la LUISS con sede a Roma. Una vita da pendolare tra la sua amata Puglia (è nato vicino Foggia), la Toscana e il Lazio.

Oltre alla sua carriera da professore, alcuni “gossippari” annoverano nella vita del prof. Conte dei buoni rapporti intrattenuti con il Vaticano, la vicinanza all’ex Sottosegretaria di Stato Maria Elena Boschi. E visto che a me della vita privata del professore interessa ben poco, non siamo su Chi?, mi occuperò solamente della sua carriera professionale per dare la possibilità agli italiani di conoscere il loro nuovo Presidente del Consiglio.

I suoi studenti lo descrivono come un professore impeccabile, capace ma assente a causa dei molti impegni (insegna sia a Firenze che a Roma). In molti lo descrivono come un tecnico, uno che sa bene quello che fa e che quando spiega, ti fa appassionare alla sua causa. Non proprio l’ultimo arrivato tra i professori.

Inoltre è un europeista convinto, così convinto che ha fatto cambiare idea ai due nuovi inquilini di Palazzo Chigi, Salvini e Di Maio, anche se la proposta di Salvini di avere Paolo Savona (“l’uomo che fa paura all’Europa”) al Dicastero dell’Economia ha smosso un po’ le acqua provocando il gelo tra il leader della Lega e il Presidente della Repubblica.

In poche parole ci troviamo di fronte ad un uomo tutto di un pezzo, un tecnico raffinato, europeista, il classico professore che intuisce le capacità dell’alunno e fa di tutto per farle emergere. Chissà se la sua bravura riuscirà a far emergere le capacità di uno studente particolare, dalle milleuno qualità: l’Italia. E ancora, vedremo se il Presidente Conte riuscirà a reggere la pressione del primo incarico prestigioso ricoperto (che conta davvero).

Ma passiamo alle cose interessanti…da che parte sta Giuseppe Conte?

La parola passa a chi Giuseppe Conte lo conosce davvero: gli studenti. Loro sono dell’opinione che il suo cuore abbia battuto sempre a sinistra, però sottolineando l’ipoteticità di tale affermazione perché il professore non si è mai espresso. Però una sua studentessa, molto attenta a lezione, ha avuto modo di notare la sua aura progressista durante una spiegazione. Un tipico modo di fare “europeo”, più vicino a quello del PD che dei Cinque Stelle. Ma è molto difficile tracciare l’appartenenza politica seguendo solamente le lezioni poiché ogni professore ha un approccio diverso alla materia e soprattutto all’argomento di cui sta trattando.

Ciò che dovrebbe interessare ad ognuno di noi è il come riuscirà a far fronte alla situazione italiana, “niente di più”. L’appartenenza politica, la sua vicinanza all’ex inquilino di Palazzo Chigi e quant’altro sono chiacchiere da bar che cercano di destabilizzare l’opinione pubblica.

“E se facciamo appello alla competenza e alla personalità molto decisa del nuovo Premier, questo davvero potrà essere il Governo del Cambiamento” –  parola di un suo studente.

Fino ad ora il profilo del neo Presidente del Consiglio premia la figura di Giuseppe Conte, ma la domanda sorge spontanea: a fronte di tutte queste “qualità” spiccanti dalla personalità, dalla carriera e dalla competenza del professore pugliese, perché Mattarella era così scettico sul Governo Conte? 

Perché? Il nodo è sempre lì: l’autonomia del Capo del Governo. 

Mi spiego meglio, ricordate il contratto di governo molto discusso nei giorni precedenti? Quello tra di Maio e Salvini. Bene, la paura di Mattarella era quella secondo cui i due leader dei partiti di maggioranza, non cercassero un Presidente del Consiglio vero e proprio ma soltanto un mero esecutore del programma di Governo, trasformando l’esecutivo in un mero organo di ratifica degli atti del Parlamento. In poche parole il Presidente della Repubblica è preoccupato per il grado di responsabilità politica che Conte dovrà necessariamente avere. Infatti, voci di corridoio fanno sapere che durante le consultazioni con i partiti di maggioranza, Mattarella abbia recitato l’articolo 95 della Costituzione Italiana…Perché?

“Il Presidente del Consiglio dei Ministri dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile. Mantiene l’unità di indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando l’attività dei Ministri.

I Ministri sono responsabili collegialmente degli atti del Consiglio dei Ministri, e individualmente degli atti dei loro dicasteri.

La legge provvede all’ordinamento della Presidenza del Consiglio e determina il numero, le attribuzioni e l’organizzazione dei Ministeri.”

Questo sopra riportato è l’art.95 della nostra Costituzione del ’48. Perché Mattarella lo ha citato dinanzi ai leader di Lega e Cinque Stelle? E’ semplice, poiché l’Esecutivo non potrà essere il mero esecutore della politica condotta da Di Maio e Salvini, rispettivamente Ministri del Lavoro e dell’Interno. Perché il Presidente del Consiglio deve DIRIGERE la politica generale del Governo e COORDINARE l’attività dei Ministri. Questi ultimi non devono interferire con l’attività di Governo in misura maggiore di quanto loro non siano autorizzati nei propri Dicasteri.

Ma, personalmente credo che il neo incaricato Presidente del Consiglio non abbia nessuna intenzione di essere un “burattino” nelle mani di Di Maio e Salvini.

E questo non è l’unico dubbio di Mattarella. Il secondo risulta essere, più che un dubbio, un incubo, slegato, almeno in parte, dalla figura di Giuseppe Conte.

Qual è l’altra preoccupazione del nostro poco tranquillo Presidente della Repubblica?

Ovviamente l’Europa. In particolare i Trattati e le alleanze internazionali, i rapporti di Di Maio con gli USA e la vicinanza di Salvini a Putin. Infatti Mattarella avrebbe sottolineato la preoccupante situazione internazionale a livello economico, il balzo dello spread e l’elevato debito pubblico italiano che con le riforme salviniane potrebbe schizzare ancora più in alto. E poi c’è il problema di una eventuale Italexit. Quindi il Capo dello Stato, a fronte di questi problemi, nei ministeri chiave vorrebbe uomini che diano delle garanzie a mamma Europa, in particolare al Ministero dell’Economia, dove, Salvini avrebbe proposto proprio l’uomo di cui si ha più paura: Paolo Savona. Il Capo dello Stato lo considera “un agitatore, un profeta”, a causa della sua poca simpatia per l’Euro su cui ha dichiarato più volte il suo scetticismo arrivandone addirittura a ipotizzare una eventuale uscita dalla moneta unica (ma a livello di curriculum è uno dei migliori economisti italiani). Il profilo richiesto da Mattarella è quello di un uomo che non agiti, ma che riesca a rassicurare i mercati e soprattutto i risparmiatori italiani.

Con i mercati che tremano, la Germania, la Francia e l’Europa che attraverso le loro ingerenze e minacce temono la formazione di un Governo antiestabilishment ci si avvia alla conclusione di questa telenovella durata quasi tre mesi, con la speranza che il nuovo Presidente del Consiglio e soprattutto la nuova squadra di cui si circonderà, potranno fare gli interessi di coloro a cui l’art.1 Cost. assegna la sovranità: al popolo italiano.

 

ildonatello

 

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