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Lo show della politica italiana: quando la credibilità si arrende all’ipocrisia

Ecco, ci risiamo. Sulle nostre coste si ripresenta l’ennesima nave di una ONG, carica di migranti raccolti nei pressi delle acque libiche. La nave, ha dapprima cercato di contattare la Guarda Costiera Libica (la stessa che il Governo finanzia profumatamente e sospettata di lucrare sul traffico dei migranti) e poi, si è precipitata nei pressi delle acque siciliane snobbando la soluzione maltese e tunisina. Ora la nave, si trova nella baia di Siracusa, isolata da un’ordinanza che impedisce di avvicinarsi.

Il caso di questi migranti, l’ennesimo, ha permesso alla maggioranza e all’opposizione, ridotta ad un cumulo di macerie, di dar vita ad un teatrino che non ha fatto altro che ribadire come la questione dell’immigrazione sia, da ambo le parti, un’occasione per compiere gesti eclatanti aventi fini elettorali.

Frantoianni, Maggi e Prestigiacomo, con fare dannunziano, hanno requisito un gommone e si son diretti sulla nave per “filmare” le condizioni dei migranti. La commedia, che ha dell’assurdo, montata ad arte da PD e da Forza Italia, ha però una falla, abbastanza evidente: la Presitigiacomo, ex ministro nell’ultimo governo Berlusconi e apparentemente non in linea con la politica migratoria del suo partito, ha fatto parte di un esecutivo condannato, nel 2012, per i respingimenti. E come se non bastasse ha difeso la Bossi-Fini e si è pronunciata a favore del reato di immigrazione clandestina. Un cortocircuito che ha costretto sia Berlusconi che Tajani a giustificare l’accaduto con delle poco credibili dichiarazioni.

E’ pur vero, però, che è ingiusto fare dei giochi di potere sulla pelle delle persone. Sia a destra che a sinistra. Ma questo spettacolare blitz da commedia mediterranea, dimostra come l’immigrazione sia rimasto l’ultimo baluardo di questa opposizione che non aspetta nient’altro che l’ennesima nave per scatenare l’indignazione popolare. Si dichiarano “diversi da Salvini”, ma quando possono, lo imitano.

Per uscire dal dramma della “visibilità zero”, il Partito Democratico, nella persona dell’ex Ministro dei Trasporti e degli “allerta ignorati” Delrio, ha annunciato una “staffetta democratica” per garantire la presenza di membri del partito sulla nave. Il fine è quello di costringere il Governo Conte a cedere, facendo leva, forse, sul precedente creato qualche settimana fa che ha visto l’esecutivo cadere, per la prima volta, sulla linea dura dei migranti.

E’ previsto traffico nei pressi del mare siracusano. Infatti, oltre ai gommoni, sono previste partenze di canotti, tavole da surf, materassini e canoe in direzione Sea Watch, in barba all’ordinanza che vieta di avvicinarsi alla nave della, ormai celeberrima, ONG.

Lo spettacolo messo in piedi dalla sinistra italiana in vista delle Elezioni Europee, ha come obiettivo quello di recuperare il più alto numero di consensi per evitare di essere definitivamente cancellati dallo scenario italiano e sovranazionale. In questo caso, cercando di limitare i danni, tenendo in considerazione che il miracolo del 2014 (PD al 40%), non si ripeterà.

Dunque, in previsione del grande show delle Europee, anche il PD, oltre ai radicali e gli azzurri, rivendica un ruolo da protagonista. In questo senso, Maurizio Martina, in vista delle primarie, annuncia lesto lesto di dirigersi in direzione Siracusa. Perché, a questo punto, non installare dei banchetti delle primarie direttamente sul molo?

La città che diede i natali ad Archimede, sta per trasformarsi in un teatrino delle marionette dove tutti reclamano il proprio quarto d’ora di celebrità. Fratoianni, sconosciuto ai più, è addirittura diventato un modello da imitare; il natante che in barba alle ordinanze si dirige verso una nave diventata il fulcro della politica italiana, dimenticandosi di chi, sulla terra, muore di freddo.

Questa, è la parabola discendente della politica italiana, ormai diventata uno squallido reality show dove l’ipocrisia supera la credibilità.

A peggiorare la situazione, già grottesca di suo, del Partito Democratico e dei suoi eroi, è stata l’azione dell’ONG olandese che ha provveduto a portare la questione “Sea Watch 3” davanti alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, gridando a gran voce la grave lesione dei diritti umani operata dal Governo italiano. La Corte EDU, o CEDU, ha emesso il suo parere, chiaro e conciso, facendo riferimento al dovere dell’Italia di prestare la massima assistenza legale (ai minori), medica e alimentare a tutti i 47 migranti presenti sulla nave. Nel mentre, tanto per sottolineare l’ipocrisia di tutti gli attori coinvolti, dall’Olanda e dalla Germania sono arrivati gli ennesimi rifiuti allo sbarco.

Lo show continua, con un’altra nave, la Diciotti, la quale potrebbe costare il posto all’attuale Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, reo di aver abusato del proprio ruolo e di aver sequestrato i migranti raccolti diversi mesi fa dalla nave della Guarda Costiera. Al di là di qualsiasi partigianeria, le accuse mosse all’attuale Ministro sono alquanto ridicole: innanzitutto la linea dura dei migranti, è governativa e non personale, dunque, ne dovrebbe rispondere il Governo, inoltre l’atto compiuto dal Ministro è politico e non amministrativo per il semplice fatto che la linea dura sull’immigrazione è presente all’interno del contratto di Governo. L’atto politico, non ha capacità lesiva di situazioni soggettive.

Votare l’autorizzazione a procedere sarebbe un cortocircuito da parte del Movimento Cinque Stelle sia perché sconfesserebbe la politica migratoria intrapresa dal Governo, sia perché ciò porterebbe ad una sicura condanna del Ministro da parte dei magistrati, stranamente iscritti a “magistratura democratica” (associazione notoriamente vicina al Partito Democratico). Una condanna di Salvini corrisponderebbe a ciò che i dem auspicano da tempo immemore: la caduta del Governo. Non votarla però, sconfesserebbe la natura stessa del Movimento che da giustizialista (contro l’immunità parlamentare) e intransigente diventerebbe “garantista politico” del Ministro Salvini. Una decisione difficile per Di Maio che, comunque vada, avrà delle ripercussioni sul suo elettorato.

In poche parole, nuovi attori si aggiungono in questa strana commedia: i magistrati. Questi ultimi, spinti da un irrefrenabile desiderio di fare politica, hanno compiuto un gesto che non ha precedenti. Infatti, mai nella storia del Tribunale dei Ministri, dei magistrati hanno agito contro le richieste di archiviazione da parte dell’accusa! Questo “giustizialismo compulsivo” porterebbe a credere che se i magistrati ottenessero l’autorizzazione a procedere, non esiterebbero a condannare il leader della Lega. Ciò, ovviamente, avrebbe come conseguenza il drastico declino della sua figura politica, non più candidabile, e alla fine di questo Governo, il quale, in caso di voto favorevole del Movimento, perderebbe l’appoggio della Lega.

I giudici, stanno intentando un processo politico spinti dall’ipocrisia di coloro che usano la questione Diciotti e Sea Watch per ottenere qualche voto in più, cercando di evitare la completa e totale estinzione. La commedia, dai tratti comici e ridicoli allo stesso tempo, sembra non conoscere fine. Addirittura, il PD ha chiesto di istituire una commissione d’inchiesta per i morti in mare. Buona idea, però i casi esaminati dovranno comprendere anche l’esodo albanese della fine degli anni ’90, quell’esodo che portò il Governo, di sinistra, a compiere un blocco navale circoscritto alle coste albanesi. Gli incidenti, verificatisi tra il 1997 e il 1999, portarono alla morte di centinaia di albanesi, in fuga dalla crisi economica e dalla straziante Guerra del Kosovo.

Come si evince da questa breve ma pungente digressione, la politica italiana si è ridotta ad uno show comico di dubbio gusto, intrinseco di ipocrisia ma povero di credibilità, dove, alla fine, coloro che ci rimettono sono sempre i cittadini, italiani e stranieri.

ildonatello

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