Crea sito

L’EDITORIALE – Tigri da salotto

Si sa, Sanremo è da diversi anni il bersaglio di molte polemiche. Dal cachet dei conduttori agli ospiti che non piacciono mai a nessuno. Ieri è stato il caso di Roberto Benigni e del suo “Cantico dei cantici”.

Ieri sera, sul tardi, il Festival ha raggiunto il picco massimo degli ascolti duranti i quaranta minuti di monologo dell’attore fiorentino. E proprio durante (e dopo) quest’arto di tempo son venute fuori una pletora di critiche, soprattutto su Twitter, che hanno davvero reso evidente, come se fosse un segreto, che da diversi anni a questa parte la cultura sia stata spogliata del suo valore assoluto, sostituita dalla cruda e controproducente polemica a tutti i costi.

Si è parlato del cachet di Benigni, come se qualcuno sapesse davvero come vengono pagati e quanto incidono la pubblicità e gli sponsor che un Premio Oscar riesce a spostare nella serata più importante della televisione italiana.

Venendo alla performance, distrutta dalla critica (come titola certa carta straccia), il Premio Oscar ha portato sul palco l’interpretazione di un testo apocrifo rispetto ai canoni tradizionali imposti dalla religione. Un’esibizione di arte e pedagogia che giustamente ha cozzato con ciò che i populisti del menga si aspettavano. Ci si aspettava che il comico fiorentino arrivasse a cavallo di chissà quale animale all’urlo di “viva la sorca”. Una performance che sarebbe stata criticata lo stesso eh. Non illudiamoci. Tanto che son bastate due piccole e scontate, però ben posizionate, battutine su Matteo Salvini per indignare i giornali di regime. Figuriamoci se lo avesse fatto per quaranta minuti.

Le critiche rivolte al buon Roberto c’entrano ben poco con il contenuto del suo intervento, poiché riguardano il personaggio, spesso collegato all’episodio con Matteo Renzi. Gli italiani non sanno fare i dovuti distinguo. Non sanno scindere un momento di televisione culturale da una semplice e sconclusionata antipatia politica o personale. Non escluderei anche un pizzico di invidia per un uomo che renderebbe poetico anche l’elenco telefonico. D’altronde non è da tutti saper padroneggiare l’italiano come fa lui.

Certamente il suo monologo non faceva ridere, semmai riflettere e meditare sulle storture di questo mondo, figlie di dogmi imposti da letture altrettanto distorte, che nel 2020 andrebbero superate. Un amore sublime, unico e impalpabile. Con la sua interpretazione del Cantico dei Cantici, Benigni ci ha ricordato come l’amore platonico o carnale sia “amore e basta”. Non una banalità. Purtroppo questo concetti così profondi, non piacciono perché non fanno ridere.

E’ la stessa sterile polemica venuta fuori da Tolo Tolo. I difensori della patria si aspettavano una narrativa compatibile con le loro illazioni alla fine sono stati messi di fronte alla realtà dei fatti e hanno dato luogo ad una fiera delle critiche e delle banalità. Da Benigni ci si aspettava la critica al potente di turno, invece ha portato un pò di cultura in una televisione sempre più scialba ed è stato ripagato da una tristissima contestazione che sottolinea, ormai, che siamo un Paese irrecuperabile dove il trash ha preso il sopravvento e l’apprendimento è stato soppiantato da sovrastrutture immaginarie, figlie di vent’anni di schifo-cultura televisiva. Trent’anni di quest’immondizia ci ha portati a criticare qualsiasi cosa che ci imponga di prestarle attenzione per più di cinque minuti.

Ci si lamenta dell’assenza di erudizione in televisione, si plaude Alberto Angela ma si preferisce guardare un film trash perché “più leggero”. Perché le reti televisive continuano a propinarci reality show sempre più vuoti sacrificando spazio utile per la cultura? Perché fanno audience, perché li guardiamo.

È l’ennesima incoerenza tutta italiana, figlia dell’imbecillità che aleggia sui social e ci ha trasformati in tigri da salotto. Pronte a criticare con un telecomando in mano qualsiasi cosa non vada bene per noi, non per la televisione, per il bene comune o quant’altro. “Se mi avessero dato i soldi che hanno gli hanno regalato l’avrei fatto meglio”. Quante volte avete letto questa constatazione sui social, soprattutto ieri sera. Come se tutti avessimo la stessa abilità dialettica, preparazione, presenza scenica, genialità e talento di Roberto Benigni. Italiani tuttologi. Tigri da salotto.

Non ci va bene nulla. Assolutamente nulla. L’italiano medio è un odiatore seriale contro tutto e contro tutti. Il tempo delle etichette è anche questo e va ben oltre la politica, anche se da quando Roberto Benigni ha affermato di essere di sinistra la simpatia nei suoi confronti si è incrinata, come se la politica c’entri qualcosa con il monologo di ieri sera.

Volevamo ridere ma ci hanno costretto a riflettere. Ed è proprio in questo che non siamo bravi. Quando siamo chiamati a fare una riflessione, preferiamo cambiare canale. Una cosa davvero triste e che giustifica tutti i rapporti dell’OCSE che ci dipingono come un popolo ignorate. I professoroni ci fanno paura perché potrebbero correre il rischio di insegnarci qualcosa. Non sia mai. E’ la fine dell’Italia dei poeti; è la conferma dell’Italietta degli incolti.

“Non è cosa si racconta, ma il come lo si racconta a fare la differenza”.

L’Italia è piena di bellezze, storiche e artistiche, ma i commenti social nei confronti di questo Premio Oscar provano che questa può anche appartenerci ma se non siamo in grado di comprenderla, non potrà mai essere veramente nostra.

ildontallo

LEGGI IL MIO PRECEDENTE EDITORIALE: https://www.instagram.com/p/B8ETn2ni5ff/?utm_source=ig_web_copy_link

Seguimi su Facebook: https://www.facebook.com/ildonatelloblog

Seguimi su Twitter: https://www.twitter.com/Ildonatelloblog

Seguimi su Twitter: https://twitter.com/InformazioneLi4

Seguimi su Instagram: https://www.instagram.com/informazione_libera.blog/

Segui la mia rubrica sul quotidiano “La Voce d’Italia”https://voce.com.ve/notizie/rubriche/leco-ditalia/

Segui il mio nuovo bloghttps://ilblogdelleidee.home.blog/

Seguimi sul quotidiano “Libero Pensiero”: https://www.liberopensiero.eu/author/donatello-d-andrea/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

ArabicChinese (Simplified)DutchEnglishFrenchGermanItalianPortugueseRussianSpanish