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Grecia – Le conseguenze dell’austerity

Buongiorno, negli ultimi giorni stiamo assistendo ad una vera e propria “apocalisse di fuoco” in Grecia. Un incendio che ha avuto origine il 23 Luglio alle ore 18,39, a Kallitechnoupolis. Il capo dei vigili del fuoco ha fatto intendere la dolosità di tale scellerato gesto, ma ciò che conta è che a causa del vento forte, in alcune zone soffiava anche a 100 kmh, l’incendio si è propagato in quasi tutto il Peloponneso. Due giorni dopo, la furia dei roghi ha strappato alla vita più di 100 persone. Molti sono i video che circolano sul web al riguardo, tra cui quelli di alcuni ragazzi che scendono da una collina in cerca di un riparo. Video, a cui si accompagnano delle dichiarazioni davvero strazianti, come quella dei bambini trovati abbracciati ai propri cari, come ultimo gesto d’affetto.

Ma la “Tragedia Greca” ha radici molto lontane.

La domanda da un milione di dollari che sta circolando sul web da alcuni giorni è se questa tragedia può essere anche minimamente collegata alle politiche di austerity imposte dall’Unione Europea alla malcapitata Grecia sull’orlo della bancarotta. In particolar modo mi chiedo se questi tagli verticali alla sanità pubblica e alla pubblica sicurezza abbiano contribuito a “spogliare” la terra ellenica delle proprie possibilità di autodifesa da questi inconvenienti che ogni estate si verificano con una precisione da “orologio svizzero”. E, a quanto sembrerebbe, questa domanda è del tutto legittima, vista la prontezza da parte dei vigili del fuoco e della polizia greca a rispondere agli incendi negli anni passati.

Ma per essere più chiari basta ricorrere a dei semplici ed immediati dati: dei sette tagli complessivi a stipendi, pensioni e indennità in Grecia da parte dei creditori internazionali dal 2013, ci sono anche quelli ai Ministeri e alle Forze dell’Ordine. Infatti nel corso del tempo i tagli alla Protezione Civile sono stati di ben 34 milioni di euro, a cui seguono quelli dei Vigili del Fuoco. E l’accordo ottenuto da Tsipras nel 2017 ha consentito sì alla Grecia di centrare un avanzo primario al 2,2% del PIL nel 2018 e un 3,5% per il triennio 2019-2021 (dati ancora da confermare, visto che sono solo delle stime), ma portano con sé dei tagli alle pensioni del 18% e una mazzata su quelle di reversibilità. Secondo dei dati che sono stati raccolti da Eurostat, il potere d’acquisto in Grecia è crollato del 24%, con un quarto della popolazione costretto a vivere in estrema povertà (nel 2008 era la metà). Nel 2017, paradossalmente, circa 130mila persone sono state costrette a rinunciare alla propria eredità a causa delle elevate tasse per richiederla. Inoltre, i trasferimenti dallo Stato ai Ministeri sono diminuiti del 50%.

Una situazione che si aggrava giorno dopo giorno e che non sembra trovare una soluzione.

Nel 2017 circa 5mila vigili del fuoco, in balia dei tagli agli stipendi e al personale, diedero vita ad una protesta a Piazza Sintagma, ad Atene, per dire no all’ennesimo provvedimento che avrebbe tagliato altri 4mila effettivi (su 12mila unità rimaste). Mezzi di soccorso obsoleti, e in numero scarso, sono quelli in dotazione a coloro che dovrebbero intervenire nell’immediato e che hanno raggiunto i punti dell’incendio, invece, dopo due ore. In due ore un incendio è diventato abbastanza grande da essere indomabile. Addirittura, il Governo, poche settimane fa, aveva deciso di donare all’Albania dei mezzi antincendio per “celebrare” la ritrovata amicizia. Stiamo sfociando nel ridicolo.

Lo stipendio di un dirigente di pubblica sicurezza è di circa 1185 euro. Ovviamente, i più bassi in grado guadagnano meno. Per ovviare il ministro Kammenos aveva deciso di aumentare di 100 euro lo stipendio a coloro che rischiano la vita tutti giorni, ma tale mossa è stata letta dall’opinione pubblica come un “contentino elettorale”, o meglio, una sciocca elemosina.

Nel mese di marzo, il Governo aveva deciso di continuare la politica di assunzione di vigli “stagionali”, solo per la primavera e l’estate. Sono stati messi in palio ben 1500 posti da distribuire tra conducenti e vigili veri e propri. Evidentemente non sono bastati per far fronte a questa emergenza senza precedenti. Anzi, queste assunzioni cozzerebbero con la nuova legge sulla previdenza sociale voluta dal ministro per la ricostruzione interna e amministrativa Katrugalos. Infatti, nel settembre 2017 erano stati diffusi i dettagli relativi ai nuovi stipendi direttamente collegati alle imposte sulle assicurazioni. Inutile dire che queste imposte erano e sono insostenibili e tagliano in modo considerevole quanto viene percepito dagli stessi dipendenti: un dirigente dei vigili del fuoco con almeno 20 anni di servizio si vede ridurre lo stipendio di ben 80 euro, che salgono a 115 al mese a causa della retroattività di tale misura (cioè questa misura è stata estesa anche al periodo precedente la sua entrata in vigore). Retroattività che richiede ai dirigenti di restituire allo Stato ellenico circa 1400 euro. E non è finita qui! Coloro che dovrebbero rappresentare una “fascia protetta”, cioè i dipendenti dei vigili del fuoco con almeno 30 anni di servizio, devono invece restituire allo Stato ben 2700 euro! Un taglio di ben 225 euro al mese dallo stipendio…

I primi testimoni degli incendi hanno riferito di non aver visto nemmeno l’ombra dei soccorritori e di un piano di emergenza. Questo perché il suddetto piano è assente, non esiste. Ed è una realtà fattuale, constatata l’assenza di mezzi adeguati e di personale numericamente presente per poter prestare un immediato ed efficiente soccorso ai malcapitati. In queste ore sembra stia traballando la poltrona del ministro dell’interno greco Panos Skourletis. Ma le responsabilità, a parer mio, sono da ricercare più in alto. Anche se c’è da dire che non è assolutamente giustificabile la non presenza, dopo due ore, dei vigili del fuoco (almeno un mezzo di soccorso) nella zona di Maratona. Come ho detto precedentemente, in centoventi minuti, con i cittadini abbandonati al loro destino, un incendio diventerebbe (ed è diventato) una tragedia. Infatti, gli stessi abitanti del posto hanno dichiarato di essersi messi in salvo grazie alle loro stesse forze, come a Mati.

Ma i problemi sono solo i tagli agli stipendi dei vigili del fuoco e della polizia? No, ovviamente, poiché anche la prevenzione dei reati ne risente.

Grazie ai ripetuti tagli, anche e soprattutto numerici, i reati hanno preso un’impennata senza precedenti. Soprattutto nella capitale, che sembra essere diventata un sobborgo sudamericano, così hanno dichiarato gli abitanti. Quindi, ai mezzi obsoleti (basti pensare che i poliziotti girano ancora in Citroen Xsara) e ai tagli degli stipendi, in polizia si aggiungono anche i tagli al personale che hanno portato nel giro di pochi anni, alla proliferazione della criminalità albanese e balcanica. Stessa ed identica situazione si è verificata nell’esercito, dove un pilota di caccia percepisce 1500 euro netti al mese, troppo poco per sorvolare, rischiando continuamente la vita, i cieli dell’Egeo.

Quindi, le responsabilità di questa immane tragedia, oltre che degli stessi governanti della Grecia, che nonostante la scarsità di mezzi non hanno previsto un piano di emergenza (anche minimo), sono da ricercare in quelle misure di austerità (o come si dice in gergo “commissariamento esterno”) da parte della Troika, cioè quell’ente creditizio costituito dai 3 “big” (FMI, BCE e Commissione Europea), che hanno ridotto la Grecia ad un cumulo di macerie (ora di cenere). Un trattamento che ha portato ad una calamità che ha provocato più di 100 morti e che sta tuttora continuando a mietere vittime.

E qui lancio una provocazione che spero faccia proseliti, come si suol dire.

Perché non disporre un piano di aiuti alla Grecia, per la ricostruzione delle infrastrutture e per il soccorso della popolazione, invece di regalare 6000 euro a migrante ai Paesi dell’Ue che li accolgono? 

Ora come ora, con questa tragedia inarrestabile, l’intervento dei singoli Stati (per ora hanno risposto all’appello greco Italia, Svezia e Lettonia) è inutile. In questo momento si necessita di un’Europa unita, chiamata a superare l’ennesima prova di maturità, dopo aver fallito le altre.

Spero sia la volta buona.

Un abbraccio a tutta la popolazione greca.

ildonatello

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