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Elezioni Regionali “Basilicata 2019” – Il centrodestra

La mia rubrica sulle elezioni regionali della Basilicata proseguono con un’analisi del centrodestra unito che, assieme ai Cinque Stelle, è favorito per la vittoria finale. Berlusconi è riuscito nel suo intento di mettere d’accordo tutti con la candidatura dell’ex generale della Guardia di Finanza, Vito Bardi.

Dopo il successo in Abruzzo e Sardegna, dove il centrodestra ha letteralmente sbaragliato la concorrenza, ora toccherà alla Basilicata, regione dell’estremo sud che da tempo ha perso la fiducia nei confronti della trentennale classe dirigente di centrosinistra. Ci troviamo di fronte ad una regione che è alla disperata ricerca di un’identità politica in cui rispecchiarsi. Riusciranno Berlusconi, Salvini e Meloni a soddisfare questa aspettativa?

La campagna elettorale, al di là della discesa del Capitano, il quale sembrerebbe aver impiantato le sue radici tra Potenza e Matera, non è stata delle più entusiasmanti. I temi sono sempre gli stessi, infrastrutture e petrolio, come se nessun politico lucano fosse a conoscenza degli altri problemi che affliggono la Basilicata, come se la disoccupazione giovanile e l’emigrazione non siano fra gli interessi di chi ci governa.

Vito Bardi, ex “secondo” della Guardia di Finanza, nel suo passato si è trovato a lottare contro alcuni “grattacapi” giudiziari uscendone sempre pulito. Coinvolto nell’inchiestona della Procura di Napoli che ha investito i vertici della Gdf, il nome di Vito Bardi non è mai apparso tra gli incartamenti giudiziari, si suppone soltanto. Invece, nel secondo caso, quello della loggia P4, l’ex generale è coinvolto soltanto perché uno dei protagonisti della vicenda, Luigi Bisignani (il manager del potere nascosto)fece il suo nome accusandolo di favoreggiamento e rivelazione di segreto d’ufficio. L’ex generale fu prosciolto da tutte le accuse.

Nonostante ciò l’ex Gdf è poco conosciuto tra la popolazione locale. Però, ha delle enormi possibilità di uscirne vincitore, un pò per l’exploit della Lega, che è riuscita per la prima volta a penetrare in Basilicata (7% il 4 Marzo e i sondaggi ora la danno al 20%), sia perché il centrosinistra è uscito con le ossa rotte dalla vicenda giudiziaria che ha coinvolto l’ex Presidente Marcello Pittella.

Il Movimento Cinque Stelle, dal canto suo, pare essere l’unico vero rivale della lista di centrodestra.

A “Bardi Presidente”, inoltre, fanno capo altre liste tra cui spunta “Basilicata Positiva”.

La sua candidatura risponde ad una precisa strategia che vuole distribuire l’Italia intera tra i tre leader dei partiti del centrodestra. Infatti, se facciamo attenzione, Giorgia Meloni, Silvio Berlusconi e Matteo Salvini “a tavolino” hanno deciso la sorte di Abruzzo (dove ha vinto il candidato di Fratelli d’Italia), Sardegna (Solinas è un senatore della Lega) ed ora della Basilicata (Vito Bardi, come accennato, è stato scelto dall’ex Cavaliere). Ciò sottolinea non solo la volontà di trasformare in pedine di scambio le regioni italiane, ma soprattutto che gli unici in grado di mettere in piedi una vera strategia elettorale, in questo delicato momento storico per il nostro Paese, è proprio il centrodestra guidato da vecchi volponi della politica che vanno al di là dei dissidi parlamentari (ricordiamo che Berlusconi siede all’opposizione e che Fratelli d’Italia si è astenuto dal votare la fiducia al Governo).

Inoltre, per dovere di cronaca, Berlusconi è riuscito ad imporre il suo candidato in Basilicata nonostante la riluttanza del Ministro dell’Interno che avrebbe preferito Pasquale Pepe. Ciò sottolinea che all’interno del centrodestra, l’ex Cavaliere ha ancora credito.

Ovviamente, tutti questi giochi di potere non rivestono un particolare interesse per il “lucano comune” poiché l’elettore medio nella maggior parte dei casi è all’oscuro di tutto ciò che succede dietro alle quinte. L’unico suo interesse è quello di sopravvivere, magari senza approfondire la vicenda e regalando il suo voto al miglior offerente.

Nemmeno i giovani paiono interessarsi alle vicissitudini della nostra povera regione. E se i giovani non se ne curano, che futuro potrà mai attendere la Basilicata?

Dunque, chiusa questa piccola (e triste) parentesi, gli interrogativi sulle reali intenzioni del centrodestra sono d’obbligo.

Però una domanda sorge spontanea: “Oltre alla strategia, c’è qualcos’altro? Davvero il centrodestra ha a cuore il futuro della Basilicata?”.

Seppur l’italiano medio è “smemorato” per antonomasia, è bene tenere a mente che fino a poco tempo fa Matteo Salvini non riteneva necessario presentare le proprie liste nel Sud Italia a causa della diffidenza, chiamiamola così, che nutriva nei confronti del Meridione (i cori contro i Napoletani e il simpatico soprannome di “terroni”). Il suo interesse si è acceso quando ha trasformato, egregiamente, il suo partito da autonomista a nazionalista ed ha capito che il Sud Italia è un bacino elettorale non indifferente.

Ora addirittura, nel suo discorso, ha citato il “diritto alla salute” del popolo lucano, la necessità di mettere in piedi delle infrastrutture per aumentare i commerci (senza far riferimento a delle serie politiche commerciali), facendo riferimento anche al TAV che francamente non c’entra nulla con una Basilicata ridotta allo sfascio. Il paradosso, però, è che “padre e figlio” (Berlusconi e Salvini) hanno dimenticato che nei loro vent’anni di governo assieme (e so bene che il precedente Segretario della Lega era Bossi, ma mi riferisco al partito) hanno avallato centinaia di progetti infrastrutturali al Nord, dimenticandosi del Sud. Il massimo che sono riusciti a “produrre” in due decenni è stato “il ponte sullo Stretto di Messina” per anni presente all’interno dei progetti prioritari europei e ritirato da Prodi nel 2006 perché irrealizzabile.

Curioso, è stato anche l’esito dei vari confronti ufficiali tra i candidati di centrodestra e centrosinistra. Nel primo Trerotola ha dato forfait, a causa di qualche errore organizzativo, nel secondo, organizzato dal Rotary, invece Vito Bardi non si è presentato. I due si son accusati reciprocamente, tramite social, e la risposta di Carlo Trerotola, “io sto seduto in mezzo al popolo lucano”, è riuscita a far emergere un dato importante: il centrosinistra ha puntato sulla creazione di una simbiosi politico-popolo, scegliendo un candidato sconosciuto e che non ha mai fatto politica, nonostante i panni sporchi non siano stati ancora lavati.

Una seconda considerazione ricavabile da questo simpaico aneddoto è la necessità del centrodestra di avere tra le sue fila un leader del popolo, cioè c’e bisogno di un “Matteo Salvini” in grado di conquistare  simpatie del popolo. In poche parole Berlusconi e Meloni hanno bisogno del leader leghista per vincere, poiché è l’unico in grado di comunicare con il popolo.

In poche parole l’ancien régime ha bisogno della nuova politica per relazionarsi con il popolo. Al contrario, la nuova politica non riesce a far a meno dei matusa. 

La discesa del Capitano, infatti, ha sortito l’effetto voluto. Il popolo lucano ha accolto Salvini come un eroe, cosa impensabile fino a poco tempo fa per in leghista. Le contestazioni sono state minime in confronto al bagno di folla che ha accolto il leader della Lega. Il suo discorso, poi, è stato applaudito da tutta la platea, come se fosse lui il candidato regionale.

Questa gara a chi ha il peperone crusco più lungo, tra i candidati delle tre fazioni, è appena cominciata e già si conosco le varie strategie adottate dalle direzioni partitiche nazionali. Matteo Salvini, l’arma in più di questo centrodestra controverso, sarà in grado di consegnare la regione Basilicata al suo alleato? I sondaggi dicono che molto probabilmente le Lega sarà, ancora, il primo partito della coalizione, seguito da Forza Italia e Fratelli d’Italia che insieme sfioreranno il 16% (meno di Salvini al 20%).

Ma, certamente, ciò che si domandano gli elettori è se il centrodestra a trazione leghista, da sempre poco interessato alle vicissitudini regionali, sarà in grado di comprendere ciò di cui la Basilicata avrà bisogno dopo il 24 Marzo oppure si tratterà dell’ennesima trappola elettorale?

Questa è la risposta che il generale Vito Bardi, se vincente (cioè se il suo messaggio riuscirà ad avere il favore elettorale), dovrà dare necessariamente a questa regione, bisognosa di certezze e alla ricerca della sua identità.

ildonatello

La mia rubrica sulle elezioni regionali lucane del 24 Marzo: https://www.informazioneliberablog.com/category/elezioni-regionali-basilicata-2019/

Articoli citati:

https://ilblogdelleidee.home.blog/2019/02/12/i-rifiuti-innocui-di-eni-nuovo-processo-in-basilicata/

https://www.informazioneliberablog.com/elezioni-regionali-basilicata-2019-analisi-preliminare-della-situazione-politica-lucana/

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