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Caso Euro: il tasso di cambio fu sbagliato?

Buonasera a tutti, in questa serata di primavera vorrei aprire un argomento molto scottante e attuale, mi riferisco a ciò che sento dire in giro o sul Web : “Perché 1 euro è 2000 lire? Non è che hanno sbagliato il tasso di cambio per favorire gli imprenditori e per fregare il prossimo? Perché non fare 1000 lire = 1 euro?”

C’è qualcosa che non va? Qualcuno ha sbagliato? Chiamiamo la polizia? Ecco, prima di perdere la testa, ragioniamo insieme! Buona lettura!

Io oggi cercherò di spiegare principalmente tre cose :

1) Il fatto 2000 lire (1936 lire ecc…) = 1 euro, non è una cosa campata per aria.

2) Non date retta agli economisti da bar, dicono solo chiacchiere.

3) Vi spiegherò cosa sarebbe successo se 1000 lire = 1 euro.

Innanzitutto dal 1979 l’Italia, con i Paesi allora appartenenti alla Comunità europea, aderì allo SME (Sistema monetario europeo), una sorta di accordo per il mantenimento di una parità nel cambio, che oscillava intorno al 2,25%, avendo però a riferimento l’ECU (European Currency Unit), una cosiddetta “moneta scritturale”, cioè non materiale (che esiste solo nei registri contabili – non circola, in poche parole). Se una moneta di un Paese si svalutava o rivalutava il Governo doveva fare di tutto (quindi doveva attuare delle politiche economiche adeguate) affinché venisse ristabilito l’equilibrio di cambio (cioè quel famoso 2,25% – l’Italia stava sempre vicina al 6%).

Dunque l’ECU, cioè il centro della faccenda, era un’unità di conto,  una sorta di indicatore dell’andazzo di una moneta rispetto ad un’altra, ad esempio nel 1992 un ECU valeva 1587 lire, oppure 2 marchi tedeschi. A rigor di logica facendo 1587/2, per ottenere un marco tedesco occorrevano circa 791 lire. Come si può ben capire, nonostante non ce lo avessimo nelle nostre tasche, l’ECU condizionava irrimediabilmente la nostra vita, poiché stabiliva il valore delle diverse valute europee.

Ma la domanda sorge spontanea, se l’ECU stabilisce il valore delle valute europee, chi stabilisce il valore dell’ECU? Semplicemente era dato dal valore di tutte le monete aderenti allo SME. L’ECU quindi dipendeva dal valore di tutte le altre monete del “paniere” (cioè dell’insieme di valute). Se una aumentava a discapito dell’altra, che diminuiva, l’ECU aumentava. Dunque l’ECU non teneva conto del fatto che, ad esempio, la Lira diminuisse in favore del marco tedesco. L’importante era che una delle monete aumentasse, non importava quale, cosi da far aumentare anche il valore dell’ECU. In poche parole la Lira si indeboliva rispetto all’ECU se una delle valute del paniere diventava più forte. In breve, se il marco diventa più forte rispetto alla Lira, serviranno più Lire per impossessarsi di un marco.

 

Il trattato di Maastricht stabiliva all’articolo 109 che i Paesi, almeno due anni prima l’ingresso nell’Unione Monetaria, non avrebbero dovuto far svalutare la propria moneta rispetto all’ECU. La data di ingresso era, come tutti sappiamo, il 1 Gennaio 1999. Praticamente i cambi dovevano essere fissati nel 1997.

Purtroppo la Lira tra il 1992 (ricordiamo 1 ECU = 1587 lire) e il 1997 si svalutò. Infatti nel 1997 il “tasso di cambio” Lire-ECU aumentò in favore di quest’ultimo : 1 ECU (Euro) = 1929 Lire! (circa 400 Lire in più!). Nel 1997 questa quotazione venne bloccata, ed eccoci qui. Dopo qualche piccola oscillazione abbiamo la quota definitiva : 1 Euro = 1936,36 Lire.

Facendo 2+2 possiamo brevemente dire che :

1) L’Italia nell’Euro ci è entrata, se vogliamo essere schiettamente obiettivi, nel 1997, poiché il cambio Lira – Euro non ha subito variazioni importanti fino al 1999 (cioè fino all’entrata de iure)

2) Se nel 1999 avessimo deciso che 1 Euro = 1000, avremmo rivalutato di circa il 93% (prendendo come base il valore del 1997). Il concetto di “rivalutare” in economia esprime l’aumento del valore nominale di un capitale nel corso del tempo, a causa di automatismi del sistema o a causa di indici prefissati – tanto per essere chiari -.

 

Ma questo vuol dire che se invece di comprare un euro a 1936 lire, lo avessimo comprato a 1000 (cioè la quasi la metà), l’euro avrebbe avuto valore doppio! Quindi saremmo più ricchi!?!? E perché non ci abbiamo pensato prima! Ma tu guarda!

EH PURTROPPO NON E’ COSI AMICI MIEI…

Ci sono dei dettagli che i chiacchieroni da bar non vi hanno detto :

1) Il valore di una moneta non è stabilito a tavolino, lo stabilisce il mercato (o l’ECU in questo caso, e l’ECU/mercato diceva 1 Euro/ECU = 1936 Lire) ;

2) Una rivalutazione del genere (93%, mica noccioline) ci avrebbe resi ricchi un giorno e ci avrebbe “schiacciato” quello dopo!

Mi spiego meglio : certo avrebbe fatto molto comodo passare da uno stipendio di 2 milioni a 2.000 euro! (e non 1000) : una favola! Però sarebbe stato molto difficile “prezzare” quello che prima costava 2000 lire a 1000 lire! Esempio pratico : Un auto costava 18 milioni di Lire. Al tasso di conversione diventa 9000 euro, no? Al Tasso che “tutti vorremmo” sarebbe costata ben 18.000 euro; chiaro il concetto?

Anche con gli stipendi “raddoppiati” avremmo avuto molti problemi con gli altri Stati europei, a livello di commercio estero, con i prezzi raddoppiati! Chi avrebbe più comprato prodotti dall’Italia? Nessuno, costavano troppo!

In pratica questo “gonfiamento” dei prezzi, questa sorta di rivalutazione, non avrebbe avuto effetti catastrofici all’interno del nostro Paese ma avrebbe portato effetti catastrofici sul mercato estero, facendo fatturare molto meno, rispetto ad oggi, alle nostre grandi aziende esportatrici!

Certo, se gli altri Stati avessero fatto come noi avremmo voluto, ora non staremmo certo a parlare di questo. Cioè se la Germania avesse rafforzato il marco, entrando ad un euro per marco, il rapporto tra i due prezzi sarebbe rimasto inalterato! Ma qua casca l’asino! Alla Germania faceva comodo un euro debole (e per questo voleva l’Italia dentro, con la collaborazione dei nostri amati politici)…ma questa è un’altra storia…

 

Il solito saluto

ildonatello   05/04/2017

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