9/11 – Pillole di Storia

Vent’anni fa, l’Occidente si scopriva vulnerabile.

Vent’anni fa, l’Occidente veniva colpito mortalmente.

Vent’anni fa, l’Occidente ha fatto i conti con le proprie paure e vide cadere le proprie certezze sotto i colpi della vendetta, della vigliaccheria e dell’ideologia.

Quasi tremila morti, i corpi che cadevano dai grattacieli di New York, il fumo nero, il sacrificio dei Vigili del Fuoco, la fine di quel senso di onnipotenza che aveva caratterizzato quella parte del mondo dopo il 1989 e la fine della Guerra fredda.

Da quel giorno la politica ha fatto molti passi indietro, i rigurgiti nazionalisti hanno avuto la meglio sul progresso societario e sulla libertà di ognuno di noi. L’economia ha preso definitivamente il sopravvento sulle scelte politiche – forse questo è l’unico elemento di continuità con il decennio precedente. Il terrorismo conosceva la sua variante più pericolosa, capillare e indottrinata.

Oggi in numerose parti del mondo si saggiano le conseguenze di quanto accaduto venti anni fa: dalle primavere arabe all’ISIS, passando per l’islamofobia e la propaganda contro lo straniero, fattasi sempre più pressante e ai limiti – spesso superati – dell’intolleranza. Il tutto condito da quanto accaduto in Afghanistan poco tempo fa, con l’Occidente che ha perso completamente la faccia. È caduto il mito della democrazia esportata, che per vent’anni ha giustificato le guerre occidentali in giro per il mondo.

Da anni è in corso la tendenza al disimpegno, al ritirarsi entro i propri confini. America First non è uno slogan trumpiano ma è il simbolo di una nuova tendenza in politica estera da parte degli americani che preferiscono perseguire interessi vicini, diretti e che non creino ulteriori fratture.

L’11 settembre, quindi, non è solo terrorismo. È da collocare in contesto ben preciso che affonda le radici in un decennio di eccessi, in cui una determinata parte del mondo ha creduto di agire come se fosse l’unica. Il risveglio da questa illusione è stato brusco. Tragico. Violento.

Si dice anche che l’11 settembre ci abbia insegnato qualcosa. Credo che, in realtà, questo sia un falso mito. Dalla Libia alla Siria, passando per le relazioni (non solo economiche) con i regimi finanziatori del terrorismo.

Forse, l’unico merito che è possibile riconoscere agli strascichi del 9/11 è il pragmatismo. La realtà è più cruda di quanto si possa immaginare e non c’è posto per l’idealismo.Paradossalmente la lezione – veritiera e fondamentale – di una tragedia che ha colpito i nostri valori – libertà e democrazia – è che nel mondo non esistono valori che tengano.

Pillola di storia a cura di Donatello D’Andrea

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Fonte immagine: https://www.artribune.com/

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